Le idee nel programma elettorale di Maria Rita Monaco (Toscana Civica)

Fra i candidati consiglieri di “Toscana Civica per il Cambiamento” anche la pistoiese, e liberal-democratica, Maria Rita Monaco che presenta i punti del suo programma.

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…Quando gli amici mi chiedono perché mi sono candidata con “Toscana Civica per il Cambiamento” rispondo con una sola parola: “alternanza”. Come Liberaldemocratica ho sempre creduto che non c’è vera democrazia se non c’è alternanza, parola obsoleta che in Toscana manca da troppi anni. Abbiamo però la possibilità di cambiare questo stato di cose in maniera molto semplice. Basta andare a votare con l’entusiasmo delle prime volte, basta ricordare che votare non è solo un diritto ma anche un dovere.

Non è più tempo di accusare, lamentarsi o peggio ancora disinteressarsi della Politica, quella con la P maiuscola definita da Aristotele come l’amministrazione della città-stato, per il bene di tutti. Dobbiamo cercare di avvicinarci a quel modo di gestire la cosa pubblica ascoltando sempre i cittadini, farli parlare del loro territorio, della scuola, delle strade, far sì che ognuno possa esporre i suoi bisogni, soprattutto far sì che tutti abbiano il rispetto e l’educazione.

Nel nostro programma non c’è posto per accuse nei confronti di chi ci ha governato fino ad ora, (sarebbe una critica sterile) anzi dobbiamo imparare dai loro errori e poi rimboccarci le maniche e cominciare a fare e fare bene. Diamo voce a chi non l’ha mai avuta, ai cittadini che costruiranno con noi una Toscana nuovamente forte, capace di creare posti di lavoro con le sue industrie e le sue fabbriche, capace di  tutelare i più deboli, capace di creare un serio e forte legame tra scuola e lavoro. La Toscana ha bisogno di essere collegata sempre più e sempre meglio sia al suo interno, in rispetto dei numerosi pendolari, sia con le altre regioni. La Toscana deve essere in grado di esportare le sue “eccellenze” riferendosi non solo alla moda, al cuoio, ai prodotti della terra, ma anche alla fantasia e alla bravura degli artigiani. Non vi faccio promesse, ma vi chiedo di darmi fiducia, con il vostro voto mi permetterete di fare politica come “cosa” per i cittadini che hanno il diritto di vivere una vita tranquilla e produttiva.

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