Toscana civica è un movimento liquido, una rete, e non un partito, ma con idee molto chiare: nasce dal basso ed è aperto al confronto e al dialogo con tutti coloro che hanno a cuore il territorio e le comunità.

Nella conferenza dal titolo “Quanto vale il tuo comune? che ha visto la presenza di alcuni dei sindaci non allineati con il pensiero calato dall’altro per cui i piccoli comuni vanno annientati, è emersa un idea comune per cui:

I Comuni sono il primo livello fondamentale della democrazia e del rapporto civico cittadini-istituzioni;

I Comuni sono la prima forma di espressione della rappresentanza democratica;

I Comuni sono l’ambito di autogoverno e non semplici appendici di altri livelli istituzionali

I Comuni sono tassello necessario e indispensabile per creare le condizioni di rinascita dei territori;

Dopo il coordinamento regionale, è nato, ieri a Marina di Cecina, il primo coordinamento di zona per le province di Pisa e Livorno.
(La Nazione ed Livorno, 12.06.16)

Ringraziamo per il loro contributo al dibattito di ieri:

  • i Sindaci : Marco Buselli (Volterra), Sandro Ceccarelli (Guardistallo), Giuliano Parodi (Suvereto), Alberto Ferrini (Castelnuovo VdC), Giacomo Tarrini (Chianni)
  • gli assessori: Paolo Moschi e Gianni Baruffa (Volterra), Paola Lanzi (Ficulle), Rosanna Salvatore (Guardistallo)
  • i consiglieri comunali: Pamela Tovani (Cecina Civica), Matteo Arcenni (FI), Lucibello Piani Alessandro (Movimenti Civici Ucmp), Emilio Mancini (IPC Riparbella),  Lorenzo Gasperini (Cecina Insieme)
  • il professore: Rossano Pazzagli (Università del Molise)

 

la nazione 2

 

Sii il primo a commentare

ASA spa, quale futuro ci attende?

Posted By Pauli Pauli

contatoreNuovi investimenti nel settore acqua da 85 milioni di euro tramite ASA spa, la concessionaria del servizio di distribuzione idrica, questa la cifra che Iren (socio privato) metterebbe sul piatto per avere in cambio il controllo totale proprio di ASA spa. Soldi che non possono non “far gola” a tutti riflettendo sulle tante perdite presenti nei nostri acquedotti e sul caro bolletta che i cittadini sono obbligati a subire da tempo.

Nominati i nuovi membri del Consiglio di Sorveglianza di ASA spa e preso atto che IREN (il socio privato) ha manifestato una decisa volontà di prendere il controllo totale di ASA spa per poter “consolidare” la società nel suo gruppo (e poter così far emergere in seno al loro bilancio l’aumento di valore che ASA spa avrebbe acquisito in questi anni),  Toscana Civica si è subito mossa per poter avere le corrette informazioni in vista della decisioni che andranno presto prese nei consigli comunali (ci auguriamo) e capire quale sia, se esiste, il vantaggio che la proposta di Iren porta al cittadino. 

Leggendo le carte si scopre che gli 85 milioni sono “solo” 55 milioni, suddivisi in:

15 milioni a fondo perduto (aumento di capitale per prendere il controllo di ASA spa)

e

40 milioni di prestiti da restituire con tanto di interessi (30 milioni a scopo idrico e 10 milioni a scopo gara gas).

A questo punto quello che ancora non è chiaro è a cosa servono esattamente questi soldi.

Iren precisa di aver fatto la proposta per “sostenere” il piano industriale approvato dal consiglio di gestione, ossia loro avrebbero agito perché stimolati da ASA stessa.

Il passaggio inevitabile è poter “vedere” e analizzare questo piano industriale di cui, ad oggi, sono state mostrate solo alcune slides nella commissione consiliare di Livorno.

Questa il contenuto della lettera inviata ieri sera ad un membro del Consiglio di Sorveglianza, Marcello Cinci, che ha la delega per il territorio della Alta Val di Cecina ed è stato indicato dai movimenti civici ed eletto grazie anche ai voti dei sindaci di Volterra-Suvereto e Guardistallo.

Attendiamo fiduciosi.

cnci piano

Sii il primo a commentare

testo vg

Toscana Civica è lieta di invitarLa a un incontro tra amministratori ed esperti con la finalità di analizzare le alternative che ci sono alle Fusioni dei Comuni mantenendo al centro del dibattito l’interesse del cittadino, riscoprendo e rafforzando lo scopo e le finalità dei nostri secolari Comuni alla luce del mondo moderno e globalizzato di oggi.

L’erogazione di servizi ai cittadini e la tutela della diversità territoriali insieme alla rappresentanza democratica sono i tema su cui si confronteranno i relatori e il pubblico alla ricerca di modelli amministrativi alternativi alle Fusioni.

Le Fusioni, rispetto alle Unioni, sono un percorso senza ritorno. In un territorio come quello toscano dove la densità dei Comuni è lontana dai numeri di altre Regioni, un effetto perverso sarebbe l’allontanamento dai cittadini delle sedi dove si prendono le decisioni.

Negli ultimi anni, in tutti i settori si è imposto il paradigma della necessita di omologazione a  modelli organizzativi basati su valori quantitativi restringendo sempre di più gli spazi per i valori qualitativi, vere e uniche ricchezze dei nostri territori.

Se le Unioni sono degli enti rigidi di secondo livello poco trasparenti e carichi di costi occulti, le gestioni associate sono uno strumento flessibile e adattabile alle esigenze dei territorio che hanno e non devono perdere la loro bio-diversità.

Il localismo fine a se stesso è il lato oscuro di una medaglia che se rivoltata porta la diversità ad essere pregio riconosciuto che affascina il mondo intero, serve dunque lavorare sull’aspetto culturale che legga nella diversità una risorsa e non un costo. E’ questo ultimo dunque e non il particolarismo di potere fine a se stesso l’aspetto “naturale” delle nostre comunità che va esaltato e tutelato.

Vi immaginate una Toscana omogenea e tutta uguale?

Una monocultura del più grande sul più piccolo?

Equivarrebbe alla scomparsa definitiva di quella miriade di piccole infinte varietà paesaggistiche, ambientali, edilizie, enogastronomiche e culturali che hanno fatto e reso la Toscana il paese delle mille meraviglie.

L’alternativa alle fusioni esiste e lo dimostrano i tanti comuni che hanno detto no alle fusioni. Questi hanno rinunciato all’offerta in denaro della Regione e hanno proseguito nella amministrare il territorio con i cittadini e per i cittadini.

Programma:

10:30 inizio lavori , introduzione ai lavori, Sindaco di Volterra Marco Buselli e Sindaco di Guardistallo Sandro Ceccarelli

11:00 La promozione del territorio: poche risorse tante idee pratiche Parodi Giuliano (Sindaco di Suvereto)

11:30 Risorse e contributi: scoprire l’acqua calda, Paola Lanzi (Assessore Ficulle)

12:00 Una proposta di gestione associata flessibile, Paolo Moschi (Assessore Volterra)

12:30 Comunità e Comuni, Benedetta Bernardini (Presidente Associazione “Italiaintesta” Livorno e provincia)

13:00 Pausa Buffet

14:30 Formazione e risorse umane, Roberto Cenni  (già Sindaco di Prato)

15:00 Gestire in qualità e non in quantità, Giacomo Tarrini (Sindaco di Chianni)

15:30 La rinascita dei territori: Comuni e patrimonio territoriale, Prof Rossano Pazzagli (Università del Molise)

16:00 Dibattito e chiusura lavori

Gli interventi dureranno max 15/20 minuti e saranno accompagnati da una documento scritto (più completo) redatto dai relatori, gli ultimi 10 minuti sono a disposizione del pubblico per porre domande.

Iscrizione chiusa13331544_973275226128762_580229771_n

!cid_ii_15515e31576cc5c0

Sii il primo a commentare
image

Negli ultimi 6 anni il costo dell’acqua non ha fatto che aumentare: +33% di media e al 33% si attesta anche il valore relativo alla dispersione idrica, con un costo, derivante dall’acqua sprecata, pari a 3,7 miliardi di euro ogni anno, più del valore di una manovra finanziaria. È quanto emerge dall’indagine annuale realizzata dall’Osservatorio Prezzi & Tariffe di Cittadinanzattiva. Aumenti importanti anche nell’ultimo anno: nel 2012 (sul 2011) i costi sono cresciuti su base nazionale in media del 6,9%, con oltre 80 città che hanno visto ritoccate all’insù le tariffe, in 16 casi con aumenti a due cifre. Le Regioni centrali si contraddistinguono in media per le più elevate tariffe applicate al servizio idrico integrato.
La Toscana, con ben 8 città tra le prime 10 più care, si conferma la Regione con le tariffe mediamente più alte (470 euro). Dietro la Regione guidata da Rossi seguono le Marche (403 euro) e l’Umbria (392 euro).

Fonte: saturnonotizie.it

Sii il primo a commentare
image

Toscana fuori dalle Regioni ‘benchmark’ per costi e servizi del sistema sanitario. Il ministro per la salute Beatrice Lorenzin ha annunciato ieri la rosa delle cinque Regioni tra cui verranno individuate le tre i cui standard saranno modello per tutti i sistemi regionali: prima l’Umbria, che entra di diritto nella terna, poi in ordine Emilia-Romagna, Marche, Lombardia e Veneto. «E’ la fine della leggenda made in Rossi che proponeva la sanità toscana come modello per tutte le altre. Altro che storie – commenta il Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale Stefano Mugnai (Pdl) – qui la Toscana resta beatamente al palo insieme alla Basilicata, tanto per dire, o alla Campania. O al Lazio delle voragini da cui oramai, Massa insegna, pare non abbiamo più nulla da imparare».
Ma come avranno fatto queste cinque Regioni a ricevere la palma d’oro ministeriale? Mugnai è andato a vedere: «Hanno applicato i provvedimenti che il Pdl da anni suggerisce alla giunta toscana, ma che Rossi e gli assessori alla sanità che si sono succeduti non hanno mai voluto mettere in pratica, talvolta malgrado indirizzi unanimi del Consiglio regionale come nel caso dell’accorpamento degli Estav».
Propaganda? Macché. Sfogliare carte per credere: «L’Umbria? Tanto per cominciare – racconta un Mugnai semisepolto da delibere, link, saggi, studi e articoli di giornale – all’inizio del novembre 2012 ha preso e si è dimezzata le Asl, passando d’un colpo da 4 a 2. E le Marche? A parte il fatto che già hanno una sola Azienda sanitaria, lì stanno attuando una riforma del sistema sanitario che punta, cito da un loro documento ufficiale, a “tagliare costi impropri e burocratici e incrementare i servizi diretti ai cittadini”. Poi ci sono Emilia Romagna, Lombardia e Veneto che dal 2011 in qua, in ordine sparso, hanno istituito una centrale unica regionale per gli acquisti sanitari e talvolta non solo, proprio come noi vorremmo si facessi qui con gli Estav. Non solo: dal 1997 la Lombardia ha anche scelto di fondare il proprio sistema sanitario sulla parificazione pubblico-privato accreditato, secondo un processo che adesso fa del segmento della sanità privata circa un terzo del sistema a fronte del nostro 3% appena».
Lettura politica: «Il cedimento strutturale della sanità toscana non è più evidente solo a un’opposizione sporca, brutta e cattiva, ma anche al ministero della salute, quello stesso ministero tante volte citato da Rossi per certificare la bontà del modello di sanità toscano. Saranno le inchieste che travolgono la sanità? Sarà un modello di governance macinaconsensi, anche per via clientelare, cui non si intende rinunciare? Sarà il progressivo impoverimento dei servizi? O magari un mix micidiale di tutte queste cose? Sia come sia, altro che sanità toscana modello nazionale! Si fosse nel calcio si potrebbe dire che la sanità toscana, ormai, non solo non vince lo scudetto ma non sfiora neppure l’area Champions. Anzi, diciamola tutta: guarda col binocolo persino l’Europa League…»

fonte: saturnonotizie.it

Sii il primo a commentare
image

Ieri 26 luglio, c’è stata la firma dei Patti Territoriali per la Sanità che sono un documento che determina l’organizzazione, la presenza o l’assenza dei servizi in campo sanitario in un area di riferimento, vengono sottoscritti dai Sindaci e solitamente dal Direttore Generale della ASL.
Ieri per la firma dei Patti, si è scomodato addirittura l’Assessore Regionale Marroni, segno che qualcosa non andava ed infatti i nostri Sindaci erano in fermento.
Erano in fermento perchè il documento che avrebbero dovuto firmare, conteneva a loro dire delle penalizzazioni per i rispettivi territori, tali da farli minacciare di non firmare l’atto.

Ma alla Asl e in Regione non si scompongono, il copione è sempre lo stesso e il gioco collaudato: si mettono sul tavolo le determinazioni, i Sindaci si arrabbiano, i Dirigenti promettono qualcosa, i Sindaci rilanciano i Dirigenti contrattano, qualche giorno di balletti e poi il documento si firma/vota/approva.
I Sindaci, che hanno rinunciato all’azione politica, in campo sanitario hanno pochissimo potere (solo consultivo) dove sono la Regione e le varie Asl che definiscono e attuano le politiche di salute pubblica.

Insomma proprio ieri si è consumato un altro atto della commedia, e stavolta come abbiamo detto con attori di rango, la firma c’è stata e noi abbiamo perso 10 posti letto in medicina, da 28 a 18 (che reparto! che ospedale!) ma abbiamo guadagnato la “ri-promessa” della risonanza magnetica osteoarticolare ( sono almeno 6 anni che la promettono), 4 posti letto in più nell’Ospedale di Comunità (che non è Ospedale, ricordatelo, ma un servizio di assistenza territoriale in alternativa al servizio domiciliare per coloro che non hanno possibilità o supporti familiari e che necessitano di cure), la ri-promessa del ri-finanziamento alla sperimentazione della Medicina Integrata, la promessa che avremo un Direttore Sanitario “di stanza” nel nostro Ospedale, la ri-presa degli interventi alla cataratta a partire dal primo di ottobre.
Come potete vedere la ASL non ci ha dovuto pagare un prezzo troppo alto per i 10 posti letto che ci ha tolto.

Per adesso, (è chiaro che domani possa essere rimesso in discussione tutto) leggendo i documenti, I Patti Territoriali e la bozza applicativa della DGRT 2135/2012 in Provincia di Grosseto, (la 2135/2012 è la Delibera che ridisegna la sanità toscana) appare evidente che la Regione e la Asl puntano su Ospedali come Grosseto, Massa Marittima e Orbetello dove la situazione è rimasta praticamente immutata (non vi sono tagli), sono previsti investimenti e soprattutto sono stati individuati dei “focused hospital” delle “specializzazioni” che caratterizzano la mission della struttura dandogli una prospettiva di stabilità.
Di altro tenore è la situazione relativa ai piccoli Ospedali di Pitigliano e Castel del Piano, per i quali non è prevista alcuna “specializzazione”, incassano qualche taglio e alcune “promesse”: è possibile che a breve siano interessati da una progressiva riconversione cambiando di ruolo e funzione.

Una novità introdotta dalla delibera cui sopra sono le Case della Salute, “le case della salute – dice
l’assessore Marroni – sono uno dei pilastri della riforma della nostra sanità regionale. Si tratta di strutture dotate di team multiprofessionali, che funzionano come una sorta di grande ambulatorio sui territori. … un programma che punta molto sul potenziamento dell’assistenza sul territorio, assegnando un ruolo chiave ai medici di medicina generale (i medici di base) e rafforzando tutte quelle modalità assistenziali extraospedaliere che hanno il vantaggio di prevenire ed evitare ricoveri impropri e alleggerire dunque la pressione sugli ospedali”

Sarà questo il futuro dei piccoli ospedali? Se poi si mette in conto che la previsione è di piazzare le case della salute all’interno delle strutture ospedaliere, il rischio è più che concreto.

Gruppo in Monimento Pitigliano

Sii il primo a commentare
ospedale-corsia

Volterra – Cresce l’impegno per difendere i piccoli ospedali minacciati da tagli e razionalizzazioni decise dalla Regione Toscana. Lo scorso 11 luglio a Piombino si sono riuniti a Piombino sei comitati della Toscana impegnati nella difesa degli ospedali e più in generale, per la difesa delle politiche territoriali. Della Valle del Serchio era presente il Comitato per la sanità della Valle del Serchio di Castelnuovo, ma aveva dato la sua adesione anche il comitato per la difesa del cittadino di Barga.
Nel corso dell’incontro i comitati hanno deciso una linea di azione comune per ribadire con forza il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione Italiana, messo gravemente a rischio dalle politiche di razionalizzazione della Giunta della Regione Toscana ed attuate dalle varie Asl, senza un Piano Sanitario approvato.
Il coordinamento dei comitati ha concordato le seguenti azioni:
Creazione di una rete dei comitati e ampliamento dei gruppi aderenti; informazione capillare e continua ai cittadini; condividere le esperienze, gli strumenti e le competenze maturate per dare maggior forza ai comitati e alle associazioni aderenti al coordinamento regionale; pretendere l’approvazione del nuovo Piano Sanitario regionale; organizzare manifestazioni civili in tutte le sue espressioni legali.
I comitati che hanno fondato questo coordinamento sono:
Associazione difendiamo l’ospedale di Volterra, SOS Volterra, Comitato Elba Salute, OGM Gruppo d’Opinione in Movimento di Pitigliano, Comitato per la Sanità nella Valle del Serchio, Associazione Zeno Colò e Montagna Pistoiese – E’ qui che voglio vivere.

Fonte: il giornale di Barga

Sii il primo a commentare
image

VOLTERRA – Capiamo la fame di denaro che hanno gli Assessorati alla Salute delle Regioni italiane, ed in particolare quello Toscano. Dopo avere inaugurato a Pistoia il nuovo super-monoblocco, in attesa tra poco di quello di Prato a dodici km, dopo avere fatto nomine politiche e non riuscito nemmeno ad accorpare i reparti tra Santa Chiara e Cisanello, si cerca di fare “cassa” con i piccoli presidi ospedalieri territoriali. Che si traduce nel cercare il sangue raccogliendo piccole rape, perché oramai questi territori, politicamente più deboli, hanno già dato, coprendo da soli il buco di Massa. Ma non esiste solo il buco di Massa. Ci sono altre incognite sui conti, anche nella Asl 5 di Pisa. Numeri che non tornano, e che non torneranno nemmeno dopo l’iniezione letale che vogliono fare all’ospedale di Volterra. Scelta che non permetteremo in alcun modo. L’Assessore Marroni, in ristrettezze di bilancio, chiede sacrifici ai cittadini, già molto provati, della montagna, ma stanzia 240 mila euro per il progetto triennale di “Consultorio trasgender”. Non vogliamo polemizzare sul fatto che si vogliano fidelizzare politicamente alcune categorie, riteniamo uno schiaffo alla miseria ai territori questi continui affronti, mentre le spese pazze sono lontane dal finire. Fino a quando qualcuno si deciderà ad alzare per una buona volta il tappeto. Dal quale lo sporco inizia già a sporgere…

Lista Civica Uniti per Volterra

Sii il primo a commentare